“Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.” (Lc 10, 33-35)
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    • Fondazione Antiusura

      FONDAZIONE “San Pietro Celestino”
      Fondo di solidarietà antiusura

    • Cos'è?

      La Fondazione Antiusura è una fondazione autonoma a cui i Vescovi del Molise hanno chiesto di operare a livello regionale.

    • L'usura

      Prestare denaro ad usura è una delle più antiche attività del mondo. Si rafforza nei momenti di difficoltà, dove risiedono miseria, degrado urbano, problemi economici e un basso livello di sviluppo.

      Contro l’usura ci sono stati in ogni epoca interventi sociali, economici, giuridici. Ma per la gravità che il fenomeno ha oggi, è necessario conoscere l’organizzazione ed attrezzarsi adeguatamente per combatterla. Finalmente l’usura - fino a pochi anni fa non degna neppure di una apposita voce nelle rilevazioni sull’attività criminale, ma inserita nel mare magnum delle attività economiche illegali – non è più considerata di scarsa rilevanza sociale ed economica.

      Comprendere la gravità del fenomeno è il primo passo da fare per combatterlo, senza dimenticare l’attività primaria di sostegno a chi è caduto nel vortice dell’usura.

      Ecco perché, oltre a puntare sulla riforma del cuore dell’uomo, occorrono iniziative concrete, la solidarietà delle istituzioni e l’impegno dei singoli cittadini.

    • Le fondazioni antiusura

      Fu Padre Massimo Rastrelli s.j., parroco del Gesù Nuovo di Napoli, il primo ad occuparsi concretamente del fenomeno “usura”. Padre Rastrelli venne a conoscenza di alcuni casi di usura nella sua parrocchia e, non riuscendo ad ottenere alcun aiuto né dalla giustizia, né dalle istituzioni, decise di impegnarsi in prima persona e di coinvolgere quante più forze laiche e cattoliche.

      Fu così, grazie al contributo di privati, che nacque nel 1992 la Fondazione “S. Giuseppe Moscati”, il primo fondo antiusura nel nostro paese.

      Sull’esempio di p. Rastrelli e grazie alla disponibilità e all’impegno di persone decise ad affiancarlo ed intraprendere la sua stessa battaglia, sorsero numerose altre fondazioni, in un progredire che continua ancora oggi; fu proposto un disegno di legge, divenuto Legge dello stato; fu creata la Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura, a cui aderiscono circa 20 fondazioni ed il cui rilievo è considerato e riconosciuto da tutti quanti sono impegnati nel combattere la piaga dell’usura, non solo in sede ecclesiale, ma anche governativa e parlamentare.

    • Cosa fa una fondazione?

      • ascolta le richieste di persone e famiglie vittime dell’usura o che versano in condizione di indebitamento o che sono a rischio di usura;
      • richiede ogni documentazione comprovante la domanda e sollecita la partecipazione di famiglia e parrocchia;
      • fornisce consulenza legale e finanziaria ed, eventualmente, offre mediazione verso organismi istituzionali;
      • svolge attività preventiva, di carattere educativo ed informativo, diffondendo svolge attività preventiva, di carattere educativo ed informativo, diffondendo una cultura ispirata ai valori della solidarietà, della sobrietà e del corretto uso del denaro;
      • promuove la cultura della legalità e la conoscenza delle leggi sull’usura e di tutti gli aiuti per garantire i diritti e la dignità delle vittime degli usurai.
    • Cosa non fa una fondazione?

      • non eroga direttamente prestiti, ma fornisce alle banche convenzionate, necessario garanzie per permettere l’accesso al credito ordinario;
      • non dà sussidi;
      • non fa interventi in presenza di una carente o lacunosa esposizione della situazione debitoria;
      • non ha la pretesa di risolvere il problema dell’usura, ma di offrire un luogo di ascolto e di consulenza;
      • non è un organismo burocratico, ma vive del lavoro di decine di volontari, con specifiche competenze professionali;
      • non può operare senza la collaborazione delle parrocchie, delle diocesi, degli enti locali e di quanti, soprattutto in famiglia, possono dare vita a catene di solidarietà.
    • La fondazione antiusura "S. Pietro Celestino"

      La Fondazione “S. Pietro Celestino” nasce ad Isernia nel novembre 1996, grazie all’impulso di Mgr. Andrea Gemma, vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro e, al pari delle altre fondazioni sorte per contrastare il fenomeno dell’usura, si propone di promuovere ed organizzare la cristiana ed umana solidarietà per aiutare coloro che si trovano in gravi difficoltà economiche a non cadere nel vincolo distruttivo dell’usura.

      Persegue questo fine di redenzione cristiana, umana e civile, promuovendo innanzitutto la cultura antidebito, organizzando responsabilmente le risorse economiche della persona indebitata, della famiglia e della parentela e, nei casi di accertata povertà, raccogliendo e gestendo il “fondo di garanzia”, conferito dal Ministero del Tesoro.

      Il fondo, depositato presso Istituti di Credito convenzionati, consente di avere prestiti dalle Banche anche agli indebitati che hanno tuttavia redditi per pagare a tasso legale di interessi il debito bancario.

      I volontari che prestano il loro servizio all’interno della Fondazione, incontrano le persone che fanno richiesta di ascolto valutano, in sede di Comitato Direttivo, i singoli casi e decidono il tipo di intervento più adatto all’esigenza dei richiedenti.

      I casi che giungono quotidianamente alla Fondazione, oltre a dare la misura di quanto il fenomeno dello strozzinaggio sia notevolmente presente anche nella nostra realtà, fa capire come i mezzi a disposizione siano insufficienti.

      La Fondazione, inoltre, organizza e promuove attività che invoglino non solo istituzioni, enti ed associazioni, ma anche semplici cittadini a farsi carico del problema e diventare partecipi, così come la vedova che donò il suo unico obolo, donando, anche nel suo piccolo, tutto ciò che può.

    • Dove trovarci

      In seguito alla regionalizzazione della Fondazione “San Pietro Celestino” esistono sedi ad:

      • Isernia,
      • Campobasso,
      • Trivento,
      • Termoli.

      SEDE DI TERMOLI:

      • Teresa De Rosa
        (Membro del Comitato Direttivo)
      • Umberto Notartommaso
        (Operatore di Colloquio)

      c/o Caritas di Termoli–Larino
      "Cittadella della Carità"
      p.zza Bisceglie, 1




      ORARI DI APERTURA: Lunedì e Venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:00

      PER APPUNTAMENTO CONTATTACI: 0875/71.44.54

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