“Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.” (Lc 10, 33-35)
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    • CDA Diocesano

      Centro di Ascolto Diocesano

    • Identità

      Il centro di ascolto è uno strumento che si propone di superare una logica assistenziale, per assumere una concezione promozionale e progettuale affinché le persone ritrovino fiducia in se stesse e negli altri, prendano coscienza della propria situazione e riescano a stabilire relazioni costruttive.



    • Obiettivi

      Il centro di ascolto diocesano intende:

      • contribuire a far crescere nella comunità uno stile di “prossimità” attento alla persona, capace di valorizzare le relazioni umane;
      • non risolvere tutti i problemi ma esprimere il primato dell’ascolto come strumento di promozione alla persona;
      • aiutare le persone a raggiungere la propria indipendenza;
      • orientarsi verso altre realtà per ricevere una risposta specifica;
      • prestare attenzione alla persona più che al bisogno di cui è portatrice.
      Quindi, l’ascolto è imprescindibile nell’esistenza di una comunità cristiana, esso è un atteggiamento che deve radicarsi in ogni sua espressione di vita, in quanto indispensabile per favorire la costruzione di relazioni ricche di attenzione, fraternità e comunione, esso inoltre rende la comunità capace di essere costantemente attenta e accogliente nei confronti dei tanti poveri che la interpellano.
    • Finalità

      • Ascoltare: colloquiare con la massima disponibilità sia nella sede del centro che in altri possibili luoghi di incontro (dalla strada al bar alla stazione), mettere a proprio agio la persona che si rivolge al servizio, comprenderne la situazione globale e quella contestuale in cui la persona vive.
      • Coinvolgere: anzitutto chi è nel bisogno stimolandone il cambiamento e le realtà già presenti sul territorio: istituzioni pubbliche, parrocchie, associazioni di volontariato; per trovare una possibile soluzione al bisogno dell’utente. Si accompagna (telefonata, presentazione, compagnia) la persona stessa alla struttura e al servizio più idoneo per la soluzione dei suoi bisogni.


      • Presa in carico: la persona in difficoltà sperimenta, nell’ambito delle relazioni interpersonali e sociali, la mancanza di punti di riferimento precisi di interlocutori che, con il loro intervento, restituiscano la speranza di un cambiamento e offrano autentica solidarietà.

        “Farsi carico” significa stabilire una relazione con la persona, accompagnandola nella ricerca delle risposte, sostenendola nei tentativi di soluzione, formulando insieme a lei un progetto che tenga conto della sua situazione e delle risorse attivabili, aiutandola a porsi degli obiettivi realistici, graduali e verificabili, nella consapevolezza che non sempre si può e si deve risolvere tutto, evitando la cosiddetta “sindrome del soccorritore”.




      Piazza Bisceglie, 1 - tel.: 0875.714454

      Lunedì e Mercoledì: dalle ore 10:30 alle ore 12:30
      Venerdì: dalle ore 16:30 alle ore 18:30

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